Automatismi comportamentali e linguistici

Quando, la prima volta, compiamo una determinata azione, anche linguistica, creiamo un precedente a livello di esperienza, costruiamo una nuova possibilità, una nuova auto-definizione. La novità lascia il segno ed in qualche modo, viene memorizzata e, se ci sarà modo di ripeterla, aumenteranno le probabilità che si costituisca una abitudine.

I nostri schemi comportamentali sono frutto delle ripetizioni che, volta dopo volta, hanno costruito, a livello di cellule celebrali, dei percorsi preferenziali, che portano alla replica in modo sempre più automatico di quelle determinate azioni. Questi automatismi hanno il pregio di farci risparmiare tempo, in quanto non richiedono ragionamenti per eseguire l’azione (e soprattutto, per trasformarsi in automatismi, hanno fatto ottenere, almeno una volta, certi risultati positivi).
Ad esempio: quando guidiamo l’auto, oppure percorriamo il quotidiano tragitto casa-lavoro, non facciamo grandi ragionamenti, tutto sembra “accadere” in modo meccanico (ma quanta fatica all’inizio, per imparare a guidare oppure trovare il luogo di lavoro i primi giorni).

Il rovescio della medaglia è che quando cambia il contesto, ci fanno perdere tempo (per arrivare a creare problemi); per rimanere nell’esempio, quando ci troviamo a guidare un’auto con cambio automatico, inevitabilmente andremo a cercare, durante la guida, una improbabile leva del cambio, oppure, se cambia la destinazione del tragitto lavoro-casa, anziché raggiungere la nuova destinazione ci verrà istintivo girare verso la destinazione usuale.
Dal punto di vista dell’azione linguistica, iniziando ad usare un termine, tenderemo a ripeterlo, preferendolo ai sinonimi.

Inoltre, quando usiamo un termine soventemente, tendiamo a disconoscere ed a ridurre al termine utilizzato spesso (quindi reinterpretando ciò che magari ascoltiamo) ciò che è simile magari vocalmente, in realtà differente. La interpretazione, nel senso di trasformazione verso ciò che ci è più famigliare, avviene anche nella lettura, quando alcuni vocaboli li leggiamo non per come sono (scritti) ma per come ci sembrano, modificandone il segno mentalmente, percependoli nel senso a noi più famigliare.

Dal punto di vista pratico (e commerciale), saranno quindi più efficaci i messaggi che contengono i termini più usuali per il pubblico di riferimento; dal punto di vista comportamentale, avranno una grande efficacia le promozioni che spingono ad adottare certi comportamenti (di consumo): ad esempio, fornire gratuitamente per un certo periodo un prodotto, incentivandone l’uso, faciliterà tale preferenza successivamente.

La comodità dell’abitudine, soprattutto negli schemi di pensiero (e quindi nella risoluzione dei problemi), se da un lato ci permette di risolvere le questioni quotidiane in modo automatico, ci porta ad adottare soluzioni consuete anche quando i contesti cambiano, rivelandone tutti i limiti.

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