L’amigdala ed i comportamenti automatici

Pur avendo lavorato a lungo su noi stessi, per superare vecchi modi di comportarci e vecchi schemi di percezione della realtà, ci ritroviamo a fare i conti con atteggiamenti e comportamenti che continuano a scattare in modo automatico, sempre uguale.

Questo è correlato al funzionamento dell’amigdala, una piccola parte a forma di mandorla posta nel profondo del nostro cervello.  L’amigdala appartiene al sistema limbico, ovvero alla parte più antica (assieme al sistema rettiliano) del cervello umano, responsabile dell’origine e della gestione delle emozioni.

Svolge un ruolo primario nella gestione della paura ed un fondamentale ruolo mnemonico: conserva le memorie emozionali.

Risponde con quanto appreso nel passato. Quando la situazione presente e quella passata hanno un elemento chiave simile, l’amigdala lo identifica con una immediata associazione e ci comanda molto velocemente di reagire secondo input registrati in simili episodi nel passato, anche molto remoto.

Risponde con reazioni, emozioni e pensieri appresi allora e fissati in risposta ad eventi analoghi. Accade spesso che si avverta il disagio, ma non si è in grado di contrastarlo con un diverso comportamento.

L’amigdala si può comunque rieducare: si può imparare a distogliere la mente da quelle risposte che automaticamente essa propone, portando l’attenzione su altri stimoli, ovvero mandandole nuovi segnali, ripetuti nel tempo, che si sostituiscano ai vecchi.

In questo processo, la consapevolezza e l’autocompassione possono svolgere un ruolo fondamentale: quando arrivano momenti di crisi, e scattano quelle risposte automatiche che abbiamo scelto di non volere più, possiamo comprendere che potrebbero essere partite direttamente da un segnale dell’amigdala e, grazie a questa consapevolezza, nutrirci con atteggiamenti diversi da quello della paura ad esempio. Possiamo inviare a noi stessi pensieri e parole benevoli, di accettazione e di rinforzo: calma, pace, gratitudine, presenza.

L’amigdala, reattiva sulla base di input di vecchie esperienze, può iniziare a ricevere nuovi stimoli ri-educativi. Sollecitata con costanza, a poco a poco li registrerà, arrivando poi forse a rispondere in base ad essi.

Se scatteranno risposte automatiche, potremo accettarle con benevolenza, ricordando senza paura le nostre libere scelte, consapevoli che quella risposta non è definitiva e che, probabilmente, il nuovo comportamento sarà una meta ogni volta più vicina.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...